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✨ Perché dare un nome alle difficoltà è fondamentale

  • Immagine del redattore: Hangar74
    Hangar74
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min


Nella mia esperienza professionale incontro spesso persone che, per motivi diversi, non ritengono importante una diagnosi, credendo di poter intervenire basandosi solo sull’analisi delle manifestazioni. Personalmente non condivido questa visione: la diagnosi fornisce il contesto in cui un sintomo acquista un significato preciso.


🔧 Aspetto tecnico


Quando un giovane, per esempio, non riesce a leggere o a comprendere una consegna, le cause possono essere molteplici:


- difficoltà di decodifica


- problemi legati al linguaggio


- fragilità della memoria di lavoro o dell’attenzione


- ...


Conoscere con precisione il funzionamento e accompagnare la persona verso una diagnosi chiara permette di pianificare interventi mirati di potenziamento, gestione e sostegno.


🧠 Aspetto psicologico‑emotivo


Un caso emblematico è quello descritto dall’antropologo americano Robert Levy negli anni ’60, che studiò il tasso di suicidi a Tahiti. Levy scoprì che nella lingua locale mancavano parole per descrivere il dolore emotivo o psicologico, esistendo solo termini per il dolore fisico. Senza un vocabolo per “sofferenza interiore”, i tahitiani non riuscivano a identificare, concettualizzare o elaborare quel disagio, aumentando il rischio di suicidio.


Più recentemente, ho sentito la testimonianza di una madre che, dopo aver perso il figlio in un incidente stradale, ha trovato sollievo nel coniare il termine “desfigliata” per descrivere la sua nuova condizione. Dare un nome a quel dolore le ha permesso di inquadrarlo, accettarlo e avviare il processo di lutto.


📚 La lezione per tutti noi


Nel mio lavoro quotidiano vedo spesso la stessa dinamica: dare un nome alle proprie difficoltà aiuta a comprenderle, a inserirle in una cornice e a trovare la motivazione necessaria per intraprendere un percorso di crescita, anche se lungo e faticoso.


👉 Cosa ne pensate?


Avete mai sperimentato il potere di un’etichetta o di un nuovo vocabolo per affrontare una sfida personale o professionale? Condividete la vostra esperienza nei commenti!




 
 
 

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